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La
Giostra dei Chiaramonte
La
“ Giostra dei Chiaramonte” si rifà direttamente ai tornei che
venivano disputati , all’inizio del XVII secolo , in quello che era
detto “ Campo di Marte ”, ovvero l’ampio spazio che è attualmente
il sagrato del Santuario della Madonna delle Grazie. E’ verosimile
credere che se le testimonianze esistenti si riferiscono agli inizi del
1600, epoca in cui le tradizioni cavalleresche più propriamente
medievali potevano, a ragione, immaginarsi in disuso
detti tornei dovessero essere vieppiù in voga al tempo dei
Chiaramente, quando , appena ai primi decenni della dominazione
aragonese, la cultura risentiva più intensamente di usi e costumi
cavallereschi, arrivati in Sicilia con la dominazione normanna. Dei
tornei disputati durante la tarda dominazione spagnola esiste, comunque,
prova nei documenti dell’Archivio Storico di Ragusa, sez. di Modica,
al volume contrassegnato dalla lettera Q, nel quale testualmente – si
legge che,in onore appunto della Vergine Maria della Grazia, “si
celebra per questa repubblica la terza domenica di maggio ogni anno
la solennità di la festività di ditta Signora con grandissimi trionfi
pompi, artiglieri, pifferi,trombi,tamburi, archi, carri trionfali,
quintane,tornei e altri sorti di honori…”
A
proposito poi di tali quintane e tornei, in un suo manoscritto dal
titolo “Il Santuario della Madonna delle Grazie in Modica nella storia
e nell’arte” il marchese Bruno Martinez La Restia Statella,
riferendosi ad un torneo del 1629 afferma che questi tornei consistevano
“ in uno appassionato esercizio di armi e d’equitazione, in un
fastoso e coreografico spettacolo di cavalieri a cavallo che entro la
lizza ( il terreno riservato alla competizione ).. si assaltavano ad
armi “ cortesi ” ( cioè privi di puntali di ferro e quindi
incruente ) per rimanere padroni del campo.
C’e da aggiungere che in quell’epoca, attorno al cosiddetto “Piano
della Grazia “ correva un vero e proprio loggiato, che serviva da
ricetta al popolo che correva ad
assistere alla quintana , mentre per
i nobili venivano erette delle vere e proprie tribune.
Certamente
interessante sarebbe, come è stato fatto osservare una rievocazione
“in situ “ piuttosto che sull’attuale Corso Umberto. Ma chi
propugna tale soluzione forse non tiene nel dovuto conto che l’attuale
ammontare della popolazione modicana e il notevole afflusso di
turisti che arrivano in città per assistere
alla “Giostra”( per non parlare
delle attuali rigidissime norme sulla sicurezza e l’incolumità
pubbliche ) non consentirebbero una scelta di questo tipo.
La
“ Giostra dei Chiaramente ” può dunque, a ragione, essere
considerata alla stessa stregua di tante altre manifestazioni
cavalleresche che si disputano con caratteristiche più o meno simili, n
centinaia di città italiane che vantano una storia rimarchevole in
epoca medievale. Cosa che, d’altra parte non credo possa essere
misconosciuta a proposito della Capitale del cosiddetto “ Regnum in
Regno “.
La
“ Giostra dei Chiaramonte “ riletta in chiave moderna , nasce
cinque anni fa con le celebrazioni del VII° centenario della Contea di
Modica. L’ancoraggio storico della manifestazione è indubbio , la sua
rilettura ha un riferimento contemporaneo.
La “
Giostra dei Chiaramonte “ è ormai per la città una “ classica “
che ha conosciuto, solo per motivi di crisi finanziaria delle
casse comunali, una battuta d’arresto lo scorso anno con disappunto di
quanti hanno vissuto la manifestazione come un segno identificativo con
la storia millenaria di questa città.
La
Regione Siciliana ha compreso, con il titolo “ Palio della Contea”,
la manifestazione storica nelle misure del complemento di programmazione
al POR (programma operativo
regionale) per l’utilizzo dei fondi strutturali europei 2000-2006
(misura 4.4.1.) come iniziativa di interesse nazionale ed internazionale
per il quale possono essere utilizzate le relative risorse.
Assiepato
lungo 350 metri del tracciato una striscia di sabbia bianca, da Piazza
Monumento a Piazza Corrado Rizzone, delimitata sulle due corsie centrali
dove trovano posto le quattro staffe con gli anelli e il saraceno, il
pubblico partecipa con entusiasmo alla competizione, anello dopo anello,
colpo dopo colpo.
Un
pubblico non propriamente
modicano tipicizza la
sua municipalità della “Giostra dei Chiaramente”.Turisti e
visitatori provenienti da ogni angolo della Sicilia si ritrovano a
Modica a metà Agosto per questo appuntamento che raffigura il punto di
sintesi di un passato di cui modica, a ragione, va orgogliosa. In
questo modo la “Giostra dei Chiaramente” continua ad assumere
risonanza e notorietà sempre più vaste veicolando la sua immagine
oltre lo stretto in compagnia di tati altri “campanili” sparsi per
L’Italia che possono vantare altrettanto superbo passato.
La
rievocazione medievale ha una sua peculiarità: una gara di abilità e
destrezza dove gareggiano cavalieri
in rappresentanza degli otto quartieri per il “Palio dei
Quartieri” e altri cavalieri in rappresentanza di città ricadenti
nel territorio della ex contea di Modica a disputarsi il “Palio
della Contea”.
I
trofei sono due labari finemente decorati e che illustrano, come di
consueto, angoli artistici della città antiche vestigia della Contea di
Modica. Una scenografia d’altri
tempi farà da sfondo alla manifestazione. Un “tableau vivant” di
cavalieri, nobili, dame, musici, giocolieri per una rievocazione che
tiene alta la tradizione di una città che intende conservare e
valorizzare la propria identità.
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